apertura dei lavori

Sabato 14 maggio ore 16, Piazza del Municipio, apertura dei lavori e prima passeggiata.
I lavori si sono aperti con una prima passeggiata, partita dalla piazza centrale della cittadina, per scoprire le opere di Laure Keyrouz, Daniela Manzolli, AnnaMaria Tina e Primoz Bizjak.
Laure Keyrouz, di origine libanese e da anni residente a Nervesa, ha reso omaggio alla vecchia villa padronale, ora sede della Biblioteca Comunale, attraverso due opere che fanno dialogare la vecchia funzione di luogo privato con l’odierno uso dell’edificio come spazio pubblico e luogo di incontro.
Nel corso del primo intervento, On A Piece Of Wood Behind The Window, sulle finestre della mansarda è stata composta una poesia in lingua italiana e araba ispirata dal panorama che si poteva ammirare da questo piano di solito non accessibile al pubblico.
In biblioteca, sullo scaffale dei libri “novità del mese”, si poteva trovare il secondo intervento: un libro scritto dall’artista in italiano, arabo e dialetto veneto, Giardino di Pioggia, in cui una finta epistola tra i precedenti proprietari racconta tra finzione e realtà la storia di Villa Eros. Solo il primo capitolo è scritto: il resto è stato completato da chi ha voluto accogliere l’invito dell’artista a raccontare la propria storia di Villa Eros.
Sempre in biblioteca Daniela Manzolli ha presentato Cadono sulle labbra e il fiato le fa correre. L’artista veneziana riproporrà le atmosfere di preparazione dei concerti del coro del Montello “Voci del Bosco”, diretto da Gianluca Valle, con riprese audio in quadrifonia, riflettendo sui processi di orientamento e di appropriazione dei luoghi.
Sulla Piazza del Municipio l’installazione sonora di AnnaMaria Tina Cantare al Fiume ha proposto quattro canzoni pop nelle lingue che si possono udire in paese (l’italiana, il bangli, l’arabo e la serba). Un invito a riunirsi e festeggiare recuperando l’antico ruolo aggregativo della Piazza e in ricordo del fiume Piave come luogo della socialità.
In Via L. Carrer 3 è stato esposto il lavoro fotografico dello sloveno Primoz Bizjak 4 Generations sul divenire di luoghi, persone e frontiere: quattro ritratti, le quattro generazioni della famiglia Bizjak che hanno vissuto nello stesso luogo, ma che con lo spostarsi delle frontiere, e quindi del paesaggio politico, hanno indossato differenti divise militari. Da quella dell’esercito austro-ungarico a quella slovena, indossata dall’artista stesso.
Un ultimo intervento di Nina Fiocco, giovane artista veneta, ancora in divenire si indaga sulla concezione del tempo libero e della bellezza secondo le cittadine di Nervesa. L’intervento verrà formalizzato prossimamente.