thinking over

Questo spazio ospita riflessioni e approfondimenti dei concetti e delle problematiche che si incontrano durante la realizzazioni di progetti dedicati allo spazio pubblico.


La frammentazione della privacy

Corpo reale corpo virtuale
 
La privacy ha un corpo costituito da “Distintività” e “Coerenza”.1
Distintività è ciò che differenzia le molteplici identità personali, la coerenza è la proprietà di appartenenza di un corpo al proprio spirito.
Se la comunione fra queste entità viene violentemente frantumata si ha la perdita di libertà individuale dell’essere distinto; si smarrisce l’identità spirituale che cre.ava il collegamento con la visione del mondo esterno, con l’altro.
L’identità spirituale è l’insieme dei valori che, col tempo, ci siamo impegnati a custodire: ricordi che hanno contribuito alla formazione di un autocoscienza e visione della realtà. La realtà invisibile, nella nostra mente, ci è fondamentale per la costruzione di un credo da condividere. La condivisione di valori, e il rispetto per gli stessi, ci rendono una coscienza e un senso critico su ciò che ci circonda.
La frammentaria produzione di immagini del mondo virtuale incombe sulla no.stra realtà è sgretola l’ entità “corpo” e “spirito” che ci distingue. L’immagine in sé non può sostenersi da sola, ha bisogno di un contesto reale sul quale posarsi. l’immagine è immateriale e ambigua quando perde il suo contesto originario.
L’immagine vaga trovando loco all’interno di un corpo virtuale entro il quale sono presenti altre migliaia di immagini frammentate.
L’influenza di un corpo di immagini immateriali e decontestualizzate alterano la percezione della realtà, facendo diventare gli stessi individui, col tempo e con l’abitudine, entità senza corpo. Questo si stacca virtualmente dalla memoria per raggiungere il corpo immateriale della rete.
Ciò influenza negativamente le relazioni interpersonali, generando un progres.sivo isolamento dell’individuo dalla società e, rendendosi schiavo di quel corpo virtuale fatto di immagini, con la conseguente perdita di identità.
 
L’unicità dell’essere umano non ne consente la divisione frammentaria, grazie alla quale sce.gliendo uno di questi aspetti si possa rinunciare agli altri.2 Quando si astrae unicamente la di.mensione sessuale dell’altro, questi non è più persona bensì persona oggetto, persona errone.amente soggettivata nella forma unidimensionale - quella sessuale- che si è scelta. Trattare la persona in modo unidimensionale non solo comporta il suo impoverimento, ma anche l’impo.verimento di chi agisce in tal modo. La parcellizzazione dell’altro, implica l’atomizzazione di se stessi, così la mancanza di rispetto nei confronti dell’altro passa necessariamente attraverso la mancanza di rispetto verso se stessi.3
 
La libertà d’Informazione è strettamente connessa alla libertà di conservazione della propria sfera privata, ne deriva la formazione corretta di una cultura sociale.
Azione etica, che sorge da quella interiore consapevolezza della propria essenziale identità con l’altro da sé, stabilendo così, entro il piano delle dualità empiriche, la necessità e la virtù dell’autolimitazione e del prendersi cura dell’altro. La privacy si distingue radicalmente dal privatismo liberale, che è libertà meramente negativa e quindi scudo contro la responsabilità dell’azione etica e della partecipazione della comunità umana e naturale. La privacy adotta il principio di libertà essenziale per cui la libertà non viene identificata con un’illimitata possibili.tà di scelta arbitraria, ma con l’interiorità che è frutto della auto educazione e coltivazione spi.rituale, sia attraverso la contemplazione sia attraverso l’azione etica. La pratica spirituale può darci quella interiore completezza che sola consente l’accettazione irremovibili degli inevitabili limiti e responsabilità esistenziali. La contemplazione precede l’azione.4
 
Il valore di un’informazione si riconosce dal grado di tutela dei diritti personali e altrui che può fornire; la libertà è un diritto che non prescinde da una mancanza to.tale delle regole. L’indebolimento dello spirito e il suo allontanamento dal corpo è un terreno fertile nel quale può insediarsi il potere di qualcun’ altro; il nostro cor.po verrebbe violato senza che noi ce ne rendessimo completamente conto, perchè svuotati del nostro siero intellettivo. Il mondo ideale della rete è si un luogo dove la libertà è preziosa, non ci rende spettatori passivi, ma è anche vero che può divenire un universo del quale saremmo schiavi.
Il cinema documentario, e quello che dovrebbe fare il cinema amatoriale è proprio la ricerca dell’altro nel suo contesto reale e non virtuale.
La pratica dell’ascolto, la pazienza dell’ascolto verso quelle realtà minori ed emarginate ci darebbe la possibilità di rispettare e conoscere più da vicino noi stessi nella nostra integrità spirituale. L’importanza del cinema documentario sta nella volontà di unificare nello spazio - tempo il corpo dell’immagine e la sua me.moria, dare la possibilità allo spettatore di comprendere più a fondo la sua realtà umana o per arricchirla di nuove esperienze di vita, altrimenti destinate all’ oblio.

1 Stefano Scoglio, Privacy: diritto, filosofia, storia, Roma, Editori riuniti, 1994, p. 20.
2 Bettetini, op. cit. p. 157.
3 Bettetini, op. cit. p. 159
4 Bettetini, op. cit. p. 160